squonkuarantology
ed è subito senectus
A tutti voi che ancora
Non avete quarant'anni:
Tranquilli, non duole.
[Gaspar]
uno splendido quarantenne
Forse negli ultimi tempi hai notato che succedono strane cose: i capelli diventano sempre più bianchi, la barba pure, perfino i peli. La ciambellina sta diventando un ciambellone, è comparso un accenno di tetta, ti abbiocchi sempre più spesso di fronte alla telehometiaterdolbisurraund e ti commuovi mentre guardi l'isola dei famosi. Il metabolismo si incricca, la memoria non è più quella di una volta, le stagiste ti fanno sbavare più del solito e ti sei appena comprato una station wagon o un dragster. Sesso? Sei fuori allenamento. In compenso hai la cervicale, diciotto carte di credito, un gessato grigio e un mutuo cinquantennale sul groppone. Cominci a non digerire più il semplice timballo di pajata soffritta con aglio e cipolla, strutto, peperoni e fagioli borlotti, accompagnata dal panino con la frittata e da un fiasco di chianti caffèammazzacaffè e strudel di ricottacioccolatameringacremazabaione che, fino a poco tempo fa, mangiavi a mestolate appena sveglio. Adesso ti si ripropone per un mesetto. Hai sostituito l'euforia con la gastroscopia, l'entusiasmo con il broncospasmo, quando vai in montagna ti fermi al primo rifugio per un grappino e poi sali in vetta con la jeep, nel tragitto divano - camera da letto ti viene il fiatone. Ormai combatti una guerra impari col trigliceride e l'hdl/ldl, al primo spiffero ti influenzi e, insomma, sei un perfetto testimone della tua stessa decomposizione. Stai pensando di iscriverti a un corso di parapendio estremo, di salsa e merengue, di cucina creativa, di degustazione di olii extravergini, di stencil etnici. Hai appena murato un plasma 42 pollici al cesso, così almeno ti distrai durante quei quindici minuti che ti servono per fare la pipì.
E gli altri ti dicono che sei uno splendido quarantenne.
Dandoti del lei.
Stronzi.
[brodo primordiale]
affezionatrissimo
Potrà sembrare strano, ma io a Jovanotti sono affezionato. Anche se non l'ho mai incontrato. Anche se lui non mi conosce. Però quando ero un ragazzino bisognoso di musica casinista, che fosse mia e solo mia, che non fosse eredità degli amici più grandi, e che mi facesse sentire un po' ganzo, lui me l'ha fornita. E questo mi è bastato per affezionarmi a lui, e ai suoi tentennamenti, e alle sue involuzioni, rivoluzioni,evoluzioni, e a tutto quello che ha fatto mentre crescevo.
Potrà sembrare strano, ma io a Billy Costacurta sono affezionato. Anche se non l'ho mai incontrato. Anche se lui non mi conosce. Però quando ero un ragazzino bisognoso di sicurezze, di eroi personali e di fisse che mi differenziassero da quelli che mi stavano immediatamente intorno, luic'era. Era il giocatore con il nome poco altisonante, che stava nel milan quasi per caso, senza essere frutto di acquisti milionari. E non era capace di rovesciate o grandi dribbling, ma faceva sempre il suo. E questo mi è bastato per affezionarmi a lui, e alle sue rincorse, e anche ai suoi lisci, ai suoi falli, ai suoi errori.
Potrà sembrare strano, ma io a Squonk sono affezionato. Anche se l’ho incontrato solo due volte, e se lui mi ha spedito qualche mail ogni tanto. Però quando ero un blogger che vagava curioso per la blogosfera ho trovato questo tizio, maledettamente normale. Che scriveva, e tanto. E si capiva che ci credeva senza tirarsela, che leggeva senza credersela, che parlava senza ascoltarsi troppo. E questo mi è bastato per affezionarmi a lui, ai suoi dubbi, alle sue ripetizioni, alle sue parole e alle sue fissazioni.
E in fondo è bello che a 40 anni suonati stiano ancora qua.
[akille]
la fortuna delle persone corte
Me lo ricordo con quegli occhiali tipici degli anni settanta, di tartaruga spessa, aria intellettuale e un po' beffarda.
Me lo ricordo affettuoso, anche se burbero, da decifrare in ogni sua frase.
Me lo ricordo giovane, quando usciva a passeggio con la mamma, lasciandoci a giocare coi cugini.
Un'ora tutti i giorni, ritagliata solo per loro, a ritrovarsi coppia prima che genitori. Lo capii molti anni dopo.
Me lo ricordo romantico quando arrivo' a casa con quell'anello, per il compleanno di mamma, e mi chiese di nascosto se pensavo fosse bello. Non capivo nulla di anelli, ma era bello, si, perche' lo regalava il mio papa' alla mia mamma.
Me lo ricordo urlarmi contro, un ceffone sul viso, uno solo in tutta la mia vita ma caspita quanto me lo ricordo e quanto bruciava e come mi sentivo stupida continuando a urlare perche' non potevo smettere piu'.
Me lo ricordo all'aeroporto, quando lo salutavamo dal terrazzo panoramico, salire su un aereo enorme e partire verso citta' che non sapevo pronunciare.
Me lo ricordo al mare, con i calzoncini a scacchi, improbabili quanto la sua pelle chiarissima.Ero una persona corta con un papa' alto alto. Ero una persona corta felice, con un papa' quarantenne che faceva tante cose, vedeva tanti posti, leggeva tanti libri, conosceva tante persone.
Non sono stata capace di diventare alta come lui, ma grazie a lui (e a lei) ora faccio tante cose, vedo tanti posti, leggo tanti libri, conosco tante persone.
Ci vuole fortuna, quando si e' persone corte.
[abissi]
le necessità dei quarantenni
Sono date importanti, queste, non è che si possa far finta di niente.
Anche perchè è l'ultimo compleanno tondo, questo, che possa essere degnamente affrontato senza una sgallettata ventenne al fianco che tiri su il morale.
Bisogna arrivare preparati, quindi, basta con le barbe incolte da trentenne trasandato. Via il capello spettinato, che non è educato, sarebbe quasi l'ora di un antirughe (e da lì al dubbio atroce prima l'antirughe o l'idratante, il passo è breve Sir, se ne faccia una ragione).
Sarebbe questo il momento per un cappello, glielo dico sempre, ma lei non mi ascolta. E per una giacca da camera. Perfetta per un salotto rivestito in noce nazionale, che il design, come l'ikea, va bene per rampanti trentenni dal frigo vuoto e il letto sfatto.
Una gentil consorte è già presente, partiamo avvantaggiati.
Una persona corta risponde all'appello, il passo più grande s'è già fatto.
Iniziarsi all'uso della pipa? Sembra torni di moda per il decennio a venire.
Una tavernetta, per incontrare gli amici, sarebbe l'ideale e permetterebbe tra l'altro di giustificare l'acquisto di una spillatrice.
Imparare la definizione di intorno (Tullio Zolezzi - Dispense di Analisi I), può rivelarsi vantaggioso nelle discussioni con giovani donzelle.
Infine, una panchina, da riservare ai discorsi complicati. Di quelle in legno, da parco inglese. Avrei già un'idea per l'incisione: 28 Settembre 2006 - I miei primi quarant'anni.
[lellina]
anta
Se Sir Squonk fosse un armadio,
ne avrebbe di sicuro quattro.
[copiascolla]
squonx§
Tanti anni orsono trascorrevo notti intere sul divano a guardare lepartite NBA dei Seventysixers: il tempo passa, gli americani non sono più i migliori giocatori di basket del mondo e io poco fa stavo dormendo davanti al gran premio quando mia moglie mi ha svegliato perdirmi che russavo.
Ma tant'è.
Ieri, per motivi di lavoro, ho preso tre aerei: Malpensa-Bergamo ore 6.14, Bergamo-Francoforte ore 15.34 e Francoforte-Malpensa ore 22.19, e a parte il motivo del viaggio - solo alla fine della giornata mi sono accorto dell'assurdità del tragitto - ci sono due cose che davvero mi hanno infastidito: la prima è che arrivando a mezzanotte al terminal 2 mi tocca sempre spendere tra i settanta e gli ottanta euro di taxi per tornare a casa, la seconda è che sui voli low cost non servono nè le bevande calde nè i salatini:facevo meglio a starmene a casa, anche se il trentatre virgola treperiodico per cento degli abitanti di Linate non si trasferirebbe a Milano, come ho letto sul Guardian e sul sito di Luca Sofri (ma non inquest'ordine).
Dice: e chi se ne fotte?
Non lo so, mi pareva una buona notizia, nonostante sia piuttosto bizzarro andare in edicola e non
trovare il New York Times , il Daily Telegraph o almeno la versione americana di Penthouse (peraltro, le ragazze di Friburgo sono molto belle, dovesse interessare come informazione).
E perciò questa mattina, di ritorno dopo una sei giorni di meeting a Dusseldorf (sei giorni di riunioni in inglese senza pausa nemmeno per una birra al bar dell'albergo, vaffanculo) mi stavo facendo la barba col rasoio elettrico nella camera d'albergo quando ho ricordato di quella volta
che dopo una convention me ne stavo in una splendida brauerei diAmburgo a mangiare tacchino ai peperoni guardando le chiatte che scivolavano sul canale e pensavo
'che pace, la vita è proprio bella'.
Senonchè proprio in quel momento la cameriera mi ha versato sulla polo nuova un intero vassoio di crauti roventi. E proprio a tale proposito mi preme comunicare che se ci fosse qualche blogger dalle parti della Spietenzebergerstrasse di Heidelberg giovedì prossimo diciamo verso le
cinque / cinque e un quarto, ci si potrebbe fare una weissbier assieme.
[Personalità Confusa]
metempsisquonksi
Doppiata ai venti la boa degli anta,
ci s'aggrappa all'albero geneaillogico.
E con la mano libera - seppur ancora stupita dell'opponibilità del Polluce a Chuck il Castore - si beve alla salute di Squonk e di quel che fu nelle sue vite precedenti.
Che qui brevemente - attingendo alla preziosa Weakepedia[TM] - andiamo a raccontarvi.
Martin Hooters Kuinz
pastore della chiesa m'ormone della tripla X (in cock signo vinces) ma anche ardito sincretista del pensiero boobsdista (formatosi sul Siddharmela, versione apocrifa della vita sregolata del Buddha adolescente), il giovane Martin Hooters Kuinz frequentava oscuri saloon della regione del Same Govj Lake predicando la redenzione (o quantomeno l'estensione: mirabili risultati già dalla terza applicazione).
Celebre il suo discorso della polluzione nel sogno ("I have a cream"), pronunciato davanti al Jenna Jameson Memorial di Washington Street, che suonava più o meno così:
«Ho un bi-sogno: che un giorno questo si sollevi e venga fuori il vero significato di questa credenza: "Col cazzo (sic!) è evidente che tutti gli uomini sono dotati uguale!".»
Beote Unse
di lui sappiamo poco. Era lo scemo del villaggio, in quel di Zuckvamockken nella bavosa Baviera. Pare che il suo serendipico colpo di genio sia stato quello di sbagliare candeggio e stendere la pudibonda biancheria della giunonica sorella Beate coram populo davanti ad una edicola votiva, in bella vista nella piazza del mercato.
La trovata attrasse l'attenzione di Sir Joe Peeloow, un avventuriero inglese di passaggio nella bavosa Baviera per gli studi empirici e mercatoriali che lo avrebbero portato a sintetizzare secoli di scibile umano nell'epigrafe "Tira cchiù nu pilu i 'nìcchiu, ca nu carru i 'squonki" (del perchè l'abbia scritta in dialetto reggino, ci sfugge il motivo).
Seppur assorto nella lettura di un libretto nero - che ai testimoni parve un breviario, ma in realtà era l'archetipo della sua più funesta invenzione: la Molestine - il Sir rimase folgorato da questa apparizione e brevettò l'idea aprendo vetrine in giro per il mondo.
Mai Ling
è il nome in mandarino dell'esploratore veneziano Marchetìn Di Retto (fuggito dalla Serenissima perchè la cognomastica infame gli induceva, amabili ma atroci, prese pel culo da tutta la parrocchia di San Monà del Grappa), oscuro precursore di Marco Polo alla corte del Garant Khan.
Delle sue avventure, e del genio italico da lui così abilmente trasfusovi, resta traccia di uno sfortunato concorso a premi che, con l'accumulo dei famigerati bollini, poteva farti ricevere un soldato di terracotta a grandezza naturale. Il goloso imperatore Qin Shi Huangdi
si accaparrò l'intera collezione, deportando Mai Ling e la pur sollevata combriccola dei corrieri espresso (hai presente che significa consegnare un guerriero di terracotta scala 1:1 nella vastità della Cina?) e applicandoli alla costruzione di un innocuo muretto perimetrale.
Fu così che Mai Ling, caduto in disgrazia, iniziò un traffico di mattoni della Grande Muraglia che ancora adesso - a generazioni di distanza - vengono distribuiti (con successo e a prezzo di affezione) nei migliori bassi di Forcella come esempio del più avanzato high-tech Made In China a ignari ma soddisfatti turisti.
[utenteanonimo]
greetings from everywhere
Un recente studio dell'Università di Atlanta (quella, per intenderci,della famosa ricerca "La Fanta alla betulla induce allucinazioniolfattive") ha analizzato i celebri "Greetings from..." del SirMahatmaSquonk [SMS] al fine di reperire temi ed espressioni ricorrenti.
Dopo sei mesi di lavoro, il risultato è questo post archetipale, che racchiude e condensa la produzione del SMS in un unico testo:
"Qui a $grottesca_città_del_Nord_Europa la vita è diversa.
La gente sciama in $enorme_centro_commerciale con una leggerezza del tuttosconosciuta al frenetico hinterland milanese.
$arteria_principale_del_centro è percorsa da gruppi di ragazze chesembrano uscite da un Hooters.
Ma la vita vera è in $minuscola_viuzza_laterale, dove $personaggi_caratteristici_del_luogo mi hanno offerto $immangiabile_specialità_locale guardando $ridicola_disciplina_sportiva_locale come se fossimo vecchi amici.
Come diceva Michele Serra nell'articolo dell'altro giorno su $rivista_di_nicchia, 'osteria numero mille, eccetera'.
Mi bevo la sesta $birra_disumanamente_alcoolica in $piazza_principale e penso agli altri quattro voli che mi attendono e alla persona corta che sta comprando delle azioni Telecom con la mia carta di credito.
In lontananza, $pittoresco_quadretto_locale."
[chettimar]
il quarantesimo bordo del tempo
Ero, mi ricordo, al periodo della vita in cui ti appare che tutte le prime volte sono già state consumate. C'era come una soglia, al tempo, in cui si demarcava l'età in cui per davvero la giovinezza della propria personalità davvero finisce e inizia la maturità. Completamente separata da quella del corpo, che poteva o non poteva essere stato tenuto atletico e prestante o viceversa moscio e flaccido, ma questo non importava.
In ogni caso, io c’ero già da qualche anno, e la persona che di lì a poco avrei incontrato inaspettata ne era al margine.
Mi trovavo sul Bellatrix Lateralus Orbital Gem, un planetoide artificiale costruito dai Bogons centinaia d’anni prima come stazione di scambio e rifornimento, luogo che col tempo aveva scoperto la propria vocazione di punto neutrale per le controversie e le scaramucce che ogni tanto si accendevano come incendi in quel quadrante. La mia presenza lassù era solo un transito, mai avrei potuto immaginare che il non ancora vecchio Squonk mi si sarebbe palesato davanti in barba e snikers gialli mentre tornavo dal banco ai tavoli di quel fatiscente pub pseudoingland. E invece eccolo là, ovviamente anche lui lì per quella birra, che molti sapevano essere sopraffina, ottenuta dalla fermentazione di una varietà d’orzo biosint dichiarato illegale altrove.
“Squonk! Per Lyra, cazzo ci fai qua.”
“Eh. Ciao Ghop’Hai. Incredibile. Son qua per concordare una campagna di ipnomarketing coi Bogons della Trikketrakke Comet Trekking. Sai, quei viaggi avventura dove ti paracadutano con una pistola, un coltello e uno zainetto di fudpack in una giungla infestata di bestiacce. A molti piace, semmai glielo facciamo piacere noi. Come ti va?”
“Alla grande. Sono di passaggio, ho un’inchiesta in corso su una brutta storia di intercettazioni engrammatiche illegali, sai, lo scandalo Tetracom. E son venuto qui per la birra…” gli dissi, dopo poggiati i bicchieroni colmi, mentre ci scambiavamo pacche sulle spalle.
“Scommetto che hai sempre impiantato il leggendario Moleskino cerebellare, non riesci a viaggiarci senza, eh? Vieni al nostro tavolo? Sto con Aquatarkus e il Grend, non so le li conosci. Tipi in gamba, anche se non esattamente comuni.” dissi.
“Ma certo.”
Mi seguì al tavolo, dove il Grend stava dimostrando ad Aquatarkus come fanno i Grend a bere due pinte contemporaneamente. Ovviamente la dimostrazione riusciva perfettamente, considerata l’abilità dei Grend ad esistere in due tempi paralleli, se adeguatamente carburati da una certa dose di etanolo in corpo. Tuttavia la sensazione che rimaneva dopo questi exploit del Grend era sempre piuttosto stramba, visto che il doppio imbuto temporale del Grend si proiettava attorno per qualche metro. Per esempio io e Squonk osservando il Grend mentre tracannava provammo la sensazione di essere allo stesso tempo là al banco, a salutarci. Insomma, un gran casino.
“Porco diavolo.” disse Squonk esterrefatto. “Ne avevo sentito parlare ma sentirselo addosso. E assistervi. Impressionante.” Distintamente all’inizio, e via via più sfocati intanto ci vedemmo mentre ci abbracciavamo nei pressi del banco.
Noi tre umani scuotemmo la testa e facemmo spallucce, guardandoci in faccia con espressioni divertite e lievemente perplesse, e subito dopo io e Squonk, contagiati dalla risata di Aquatarkus, scoppiammo a ridere contemporaneamente, mentre il Grend ruttava soddisfatto. Presentai tra loro i miei amici, e cominciammo a conversare. Ovviamente la discussione cadde sul tempo. “Certo che per voi Grend il tempo ha un altro significato. Per noi umani invece è solo una freccia che va in avanti e…” disse Squonk ad un certo punto, dopo una generosa sorsata.
“E?” replicammo in coro noialtri.
“E io ora mi trovo proprio vicino ad una tacca della freccia. Domani compio quarant’anni.”
“E allora?” replicò Aquatarkus. Io e Ghop’Hai ci siamo passati quattro anni fa, e come vedi…”
“La fate facile voi. Ma sapete benissimo che per noi umani è una soglia, una specie di diaframma che si attraversa in una direzione sola.”
“Noo. Niente freccia, niente tacca. Il tempo ha un’altra forma. Molto diversa.” replicò convinto il Grend. “Il tempo ha come la forma di un nastro di Moebius. Però ha molte più bidimensioni di un nastro di Moebius. So che non è facile da spiegare. Ma ha anche un’altra caratteristica. Molto importante.”
“E sarebbe?” intervenne Aquatarkus, mentre faceva cenno alla cameriera ordinando un altro giro per tutti.
“Se ci sono le condizioni… le condizioni giuste.”
“Allora? Dai, Grend, non tenerci sulle spine” sbottò allegramente Squonk, al quale le paturnie da quasi quarantenne erano oramai passate grazie alla libagione.
“Beh, è buono da mangiare. E nei contorni degli eventi ciclici, che voi vedete come cifre tonde, è bello croccante.” sospirò con aria sognante il Grend.
[AdRiX]
con la collaborazione involontaria di
[Aquatarkus]
Riciclato (ma col fiocco nuovo)
Sappiamo tutti, credo, che in questo Paese la privacy è diventata un'ossessione per colpire gli onesti lavoratori del marketing.
Eppure, un cittadino che si sposta sul territorio non è al riparo da sguardi indiscreti. Per dire, uno va in un'altra città a trovare unapersona quasi sconosciuta, lo fa perchè lo sente e tant'è. Ecco, non so voi, ma il titolare qui, sant'Iddio, coltiverebbe l'ambizione di compiere determinate azioni vedendosi garantito il riserbo. E invece, qualcuno sente il bisogno di raccontarlo in rete. Manipolando i fatti, ça va sans dire. Non mi piacciono i giocolieri di parole, o forse non li capisco. Nemmeno se si tratta di persone corte. Bah, ci dev'essere qualcosa che mi sfugge, in tutto questo. Una specie di bolla che non riesco a trattenere, e che fa: Blog.Giro di Squonk (in F)
Un dì di febbraio in quel di Torino
città dove
Squonk seminò il portafoglio
avvenne un incontro al quale m'inchino,
ché certo mancar di rispetto non voglio.
Non voglio scherzare né prendermi beffe
dell'uomo dal cuore rimasto in Sardegna:
un pellegrinaggio dal magico
Effelo consideriamo una pratica degna.
I due salutandosi senza parole
a un cenno d'intesa e senza più indugio
in quella città trascurata dal sole
trovarono presto in un bar il rifugio.
Per sciogliere i nervi fu presa la stecca
per scioglier la lingua giù litri di birra
e mentre la gola non resta mai secca
nel cervello brucian l'incenso e la mirra.
E fu una partita guidata dal bere
in cui ogni rutto sembrava un petardo
ma poi giunse il colpo che li fe' tacere
lo strappo che sfregia per sempre il biliardo.
S'adira il barista, un tal Salomone,
"Dannati ubriaconi, vi porto alla neuro!"
ma poi prova a far prevaler la ragione:
"Orsù, risarcitemi seicento euro."
A quelle parole il volto di Effe
si fa cadaverico, bianco lenzuolo
il suo bel compare ne ha viste a bizzeffe
ma sviene a sua volta. E s'accasciano al suolo.
Riaprono gli occhi in un'altra stanza
ancelle li attorniano a passi di danza
una meridiana già segna le tre
si accorgon di stare al cospetto d'un re.
"Avete peccato, v'impongo la pena:
voi oggi al crepuscolo, prima di cena,
sarete divisi in questa città."
E aggiunse: "Li voglio tagliati a metà."
Seguirono pianti di disperazione
stridore di denti e lacrime triste
rimpianser gli eccessi della libagione
che li condannavano a cose mai viste.
Mai viste davvero, perché dopo un po'
benché in ogni osso sentissero male
capirono d'essere vivi però sdraiati per terra dinanzi al locale.
Dall'onta di essere buttati fuori
si alzan malconci, ma dopo un bel grog,
ancora un po' in preda ai freddi sudori,
si scordano l'incubo e tornano al blog.
[Zu]