le necessità dei quarantenni
Sono date importanti, queste, non è che si possa far finta di niente.
Anche perchè è l'ultimo compleanno tondo, questo, che possa essere degnamente affrontato senza una sgallettata ventenne al fianco che tiri su il morale.
Bisogna arrivare preparati, quindi, basta con le barbe incolte da trentenne trasandato. Via il capello spettinato, che non è educato, sarebbe quasi l'ora di un antirughe (e da lì al dubbio atroce prima l'antirughe o l'idratante, il passo è breve Sir, se ne faccia una ragione).
Sarebbe questo il momento per un cappello, glielo dico sempre, ma lei non mi ascolta. E per una giacca da camera. Perfetta per un salotto rivestito in noce nazionale, che il design, come l'ikea, va bene per rampanti trentenni dal frigo vuoto e il letto sfatto.
Una gentil consorte è già presente, partiamo avvantaggiati.
Una persona corta risponde all'appello, il passo più grande s'è già fatto.
Iniziarsi all'uso della pipa? Sembra torni di moda per il decennio a venire.
Una tavernetta, per incontrare gli amici, sarebbe l'ideale e permetterebbe tra l'altro di giustificare l'acquisto di una spillatrice.
Imparare la definizione di intorno (Tullio Zolezzi - Dispense di Analisi I), può rivelarsi vantaggioso nelle discussioni con giovani donzelle.
Infine, una panchina, da riservare ai discorsi complicati. Di quelle in legno, da parco inglese. Avrei già un'idea per l'incisione: 28 Settembre 2006 - I miei primi quarant'anni.
[lellina]