squonkuarantology
September 28, 2006
  metempsisquonksi

Doppiata ai venti la boa degli anta,
ci s'aggrappa all'albero geneaillogico.

E con la mano libera - seppur ancora stupita dell'opponibilità del Polluce a Chuck il Castore - si beve alla salute di Squonk e di quel che fu nelle sue vite precedenti.
Che qui brevemente - attingendo alla preziosa Weakepedia[TM] - andiamo a raccontarvi.

Martin Hooters Kuinz
pastore della chiesa m'ormone della tripla X (in cock signo vinces) ma anche ardito sincretista del pensiero boobsdista (formatosi sul Siddharmela, versione apocrifa della vita sregolata del Buddha adolescente), il giovane Martin Hooters Kuinz frequentava oscuri saloon della regione del Same Govj Lake predicando la redenzione (o quantomeno l'estensione: mirabili risultati già dalla terza applicazione).
Celebre il suo discorso della polluzione nel sogno ("I have a cream"), pronunciato davanti al Jenna Jameson Memorial di Washington Street, che suonava più o meno così:
«Ho un bi-sogno: che un giorno questo si sollevi e venga fuori il vero significato di questa credenza: "Col cazzo (sic!) è evidente che tutti gli uomini sono dotati uguale!".»

Beote Unse
di lui sappiamo poco. Era lo scemo del villaggio, in quel di Zuckvamockken nella bavosa Baviera. Pare che il suo serendipico colpo di genio sia stato quello di sbagliare candeggio e stendere la pudibonda biancheria della giunonica sorella Beate coram populo davanti ad una edicola votiva, in bella vista nella piazza del mercato.
La trovata attrasse l'attenzione di Sir Joe Peeloow, un avventuriero inglese di passaggio nella bavosa Baviera per gli studi empirici e mercatoriali che lo avrebbero portato a sintetizzare secoli di scibile umano nell'epigrafe "Tira cchiù nu pilu i 'nìcchiu, ca nu carru i 'squonki" (del perchè l'abbia scritta in dialetto reggino, ci sfugge il motivo).
Seppur assorto nella lettura di un libretto nero - che ai testimoni parve un breviario, ma in realtà era l'archetipo della sua più funesta invenzione: la Molestine - il Sir rimase folgorato da questa apparizione e brevettò l'idea aprendo vetrine in giro per il mondo.
Un suo tardo epigono lanciò una campagna di blind marketing and shadow communication below the wine: ancora oggi è l'unico a parlarne nella grande babele universale

Mai Ling
è il nome in mandarino dell'esploratore veneziano Marchetìn Di Retto (fuggito dalla Serenissima perchè la cognomastica infame gli induceva, amabili ma atroci, prese pel culo da tutta la parrocchia di San Monà del Grappa), oscuro precursore di Marco Polo alla corte del Garant Khan.
Delle sue avventure, e del genio italico da lui così abilmente trasfusovi, resta traccia di uno sfortunato concorso a premi che, con l'accumulo dei famigerati bollini, poteva farti ricevere un soldato di terracotta a grandezza naturale. Il goloso imperatore Qin Shi Huangdi si accaparrò l'intera collezione, deportando Mai Ling e la pur sollevata combriccola dei corrieri espresso (hai presente che significa consegnare un guerriero di terracotta scala 1:1 nella vastità della Cina?) e applicandoli alla costruzione di un innocuo muretto perimetrale.
Fu così che Mai Ling, caduto in disgrazia, iniziò un traffico di mattoni della Grande Muraglia che ancora adesso - a generazioni di distanza - vengono distribuiti (con successo e a prezzo di affezione) nei migliori bassi di Forcella come esempio del più avanzato high-tech Made In China a ignari ma soddisfatti turisti.

[utenteanonimo]
 
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[adrix] il 40esimo bordo del tempo
[brodo] uno splendido quarantenne
[chettimar] greetings from everywhere
[copiascolla] anta
[gaspar] ed è subito senectus
[lellina] le necessità dei quarantenni
[utenteanonimo] metempsisquonksi
[x§] squonx§
[zu] riciclato (ma col fiocco nuovo)
28.09.06 /